#assaiBLUECARPET: SOFIA BUCCI_Dodici In evidenza

Categoria Racconti | Pubblicato 24-Mag-16 |

SOFIA BUCCI (Italia)

DODICI
un libro interattivo tra una fine e una rinascita


a cura di Gioia Perrone


 
 
Ho atteso questo libro a lungo, e proprio quando stavo sospettando errori nefasti da parte del mio postino, mi ritrovo tra le mani il pacchetto di Sofia.

Dodici, il nuovo lavoro di Sofia Bucci, è un libro libero, senza lacci, fatto di frammenti intimi e misteriosi, liquidi e autonomi, che immediatamente mi hanno rimandata a quel suono delle vecchie radio quando si cercava una certa frequenza, una sintonizzazione chiara.
Dodici è un libro fotografico rilegato a mano, contenente 28 polaroid e un testo poetico stampato a caratteri mobili.

La ricerca sul fotografico di Sofia ruota attorno a tematiche precise, radicalmente intime e terragne. Nell'immaginario che ci racconta, il profondo con le sue crepe e le sue rinascite si manifesta sulla superficie materica viva della pelle o della terra o sulla materia inanimata della roccia e dell'asfalto, oppure ancora, quelle crepe e insenature delle superfici che il suo sguardo tocca, sono esse stesse come un turbamento, un processo di cambiamento, la vita segreta della materia.

Classe 1991, fotografa e rilegatrice di libri, si occupa di self-publish e DIY book. “Dodici” è un libro che per struttura e contenuto visuale richiama domande, vuole farsi consultare come un gioco magico. Io non azzardo a chiedere del mio futuro ad un libro, non si sa mai cosa possa rispondere, tra ma a Sofia rivolgo qualche domanda.


Sofia hai creato un'opera numerica, un libro-codice, ma il contenuto è tutt'altro che "razionale": cosa è per te dodici?

“Dodici” è la fine. E della fine ne porta tutti i segni, le unghie strappate, le polaroid mangiate, bruciate, accartocciate. “dodici” è un giorno sul calendario, che mai avrei voluto segnare. Ma “dodici” è anche il suo contrario. Di quanto sia Meraviglioso, imparare a guardare e a riflettere le cose e capovolgerle, a farle diventare “ventuno”. “dodici” è tornare a respirare, con la consapevolezza che la Bellezza è lì in fondo. E devi avere gli occhi e le mani pronte, sempre.

 

 


Questo libro non si sfoglia, chi lo ha nelle mani ha a che fare con un dedalo di "tessere" provenienti da un mondo sfocato, liquido...ci racconti come è nata tecnicamente questa scelta?


La polaroid stessa è stata più che una scelta, un’esigenza, per sopravvivere e sopraffare agli attacchi di panico, ne è stata la salvezza. La concretezza che tutto realmente potesse uscire da quella fessura e diventare reale. Uscire dal nero della macchinetta e diventare altro, dai contorni bianchi. Il libro appunto, vuole riportare nel modo più vicino possibile, la fattezza della polaroid, unica e sciolta. Intercambiabile, da poter appendere, mettere sulle scrivanie, in altri libri. L’intenzione è che ognuno lo faccia suo, come meglio crede e sente.
La scrittura e la fotografia sono i miei due modi e mondi di espressione e comunicazione. Non sempre sono legate, diciamo che si compensano, scrivo quello che non riesco a fotografare e fotografo ciò che non riesco a scrivere. Di sicuro non sono mai didascaliche, ma viaggiano su due binari differenti che portano entrambi ad una stessa stazione. Come in questo caso, la poesia è stata scritta nello stesso periodo che scattavo “dodici”, ma è un mondo a parte a sé stante. Inoltre è la prima volta che inserisco un mio testo in un mio libro, nelle pubblicazioni precedenti avevo citazioni e testi di altri scrittori.


 

 


Nel panorama nazionale ed internazionale sono in molti i giovani artisti che realizzano progetti incentrati sul racconto si sé e dei propri mondi quotidiani o interiori, nel tuo caso c'è di mezzo anche la scrittura. Quali lavori e quali artisti, tuoi coetanei o no, ti affascinano di più?


Cerco di trarre ispirazione o comunque sono benzina stessa per me, fotograficamente parlando direi Rinko Kauwauchi per la poesia e il racconto interiore e quotidiano, da occhi di donna; da occhi di uomo, invece Masao Yamamoto per rimanere in oriente. Ho guardato per anni le foto di Nan Goldin, Anders Petersen, Ryan McGinley, Antoine d’Agata, Araki soprattutto per “A sentimental Journey” , l’immancabile Francesca Woodman e Robert Mapplethorpe soprattutto per il suo legame con Patti Smith e tutto quel periodo lì. Questo per parlare dei “grandi e distanti”, per quanto riguarda i coetanei, Aminta Pierri, oltre ad essere un pezzo di cuore è un pezzo d’anima fotografica, poi ho scoperto da pochissimo le foto di Luca Bortolato e le ho sentite molto vicine e l’ultimo libro comprato è “The Car” di Attilio Solzi che l’ho tenuto per due settimane sul comodino e Lina Scheynius, per “06”.


Quando hai iniziato a auto-produrre i tuoi libri? Cosa è cambiato dalle tue passate esperienze?

Nel 2013, precisamente. La prima pubblicazione “Il sapore delle foglie” è uscita nel giugno 2013. Ne sono seguite altre tre, “to the wound” (una fanzine in collaborazione con Pierangelo Laterza e Aminta Pierri, 2013) , “Solitudini distratte” (2014) e infine “dodici”. In realtà non è cambiato molto, tutte le pubblicazioni sono state realizzate interamente da me, dall’ideazione al progetto grafico, sino alla realizzazione manuale, packaging e rilegatura. Forse il cambiamento forte è in “dodici”, dove c’è una ricerca del “fatto a mano” a 360°, tutti i testi presenti sono stati stampati a mano attraverso la tecnica dei caratteri mobili da Betterpress Lab, inchiostrati alcuni e pressati altri. Oltre ad aver realizzato un calco della mia stessa calligrafia. L’idea e l’intenzione è quella di tornare sempre più alla matericità, al fine di realizzare un prodotto sempre più unico e soprattutto realizzato a mano. Totalmente l’opposto dell’epoca odierna, orientata verso il digitale. Non si può dire che non sto al passo coi tempi.



Sofia


Per ordinare DODICI: http://www.ukizero.com/sofia-bucci-dodici/



Assai inaugura una nuova rubrica, come una chiamata per un caffè in salotto a tutti i giovani artisti che si esprimono attraverso il medium del photobook! Così tra una storia e l'altra dalla Puglia all'Italia, si apre uno sguardo al mondo dell'arte visuale internazionale.

(Eng)
Another small section of ‪Assai was created!
Artists who work with photography gives me great satisfaction, I am sure you will love it.."assaibluecarpet" is a way to get to know some interesting international artists and especially to get in touch with their latest editorial projects, photobook and self-productions.


 

 



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