#assaiTOUR DUE ORE A PIEDI A BARI COSA FARE COSA VEDERE In evidenza

Categoria Racconti | Pubblicato 04-Mar-17 |




UN MIO DIARIO DI BORDO TURISTICO A BARI
COSA VEDERE E FARE IN DUE ORE SE TI PIACE ARTE, 
DESIGN

E STREETFOOD

a cura di Gioia Perrone



A Bari vestiti semplice, parla semplice, apri gli occhi ma rilassati, insomma non fare troppo "il turista", lasciati andare nei suoni di questa lingua avvolgente per le strade piene di gente del posto, un suono a tratti aspro come una limonata con tracce di frutti di bosco e arabeschi.






È una bella e ventosa giornata di sole ed io mi trovo a Bari quasi per caso.
Non conosco bene la città, ma ne subisco da sempre il fascino, come per tutte le città che si affacciano sul mare. Questa poi è piena zeppa di storie, per citarne una: al posto della sua Cattedrale un tempo sorgeva una moschea e per ben un trentennio fu un emirato arabo (847-871). Dalla stazione in poi mi accolgono molti, molti alberi di palma (altro che Piazza Duomo a Milano!), inizio a camminare in direzione piazza Aldo Moro. Non ho mete pianificate, sono a piedi e ho un paio di ore libere. Bari è per tutti i gusti. Io amo curiosare, fare incetta di monumenti e musei dei luoghi in cui mi trovo, assaggiare cose autoctone, e scoprire realtà legate all'arte.
Bari è una città perfetta per questo genere di cose! 


Edicolanti storici


A un po' di passi dalla sede dell'Università degli studi Aldo Moro incontro Giancarlo Bruno, un signore di una certa età, edicolante praticamente da sempre, che ha visto passare dal suo chiosco di giornali con una attrezzata "sezione vintage", generazioni di studenti. Si intrattiene a parlare con un gruppetto di suoi coetanei, si capisce che sono avventori abituali, curiosi, prof in pensione forse. Hanno un modo di parlare colto, e rovistano nei contenitori di libri usati che il signor Giancarlo ha disposto in bella vista con i cartelli "50 centesimi", "un euro", "due euro". Ottimi prezzi, libri bizzarri, e qualche buon ritrovamento.


Dopo una buona mezz'ora di perlustrazione e di chiacchiere piacevoli con il signor Giancarlo, chiudo per un conto di tre euro un piccolo prezioso bottino, che metto nello zaino e che vi svelo dopo :-) 



Il chiosco del signor Bruno vicino l'Università Aldo Moro



Teatro Margherita


                   Il lungomare leggermente in pendenza e l'unica panchina multicolor che mi ha subito attratta :-)




PUGLIA DESIGN STORE 
Con la benedizione di San Nicola



Cammino lungo Corso Vittorio Emanuele, e dopo un poco vedo finalmente il mare di Bari. Che bello! L'odore lieve di salmastro nell'aria e le piccole cupole rosse del Teatro Margherita che spiccano nel cielo.

In basso verso il molo i venditori di cozze con i loro ombrelloni sono indaffarati. È bello trovarsi in una città assolata come Bari in mezzo a un giorno qualunque della settimana e trovarla vivace, multietnica, ma anche immersa nelle sue dinamiche quotidiane.

Nella bella piazza Ferrarese sorge un luogo che volevo vedere da tempo e che consiglio a tutti coloro che amano artigianato d'arte e design. È
Puglia Design Store, nello Spazio Murat.
Mi accoglie all'entrata Ilaria e mi racconta di questo spazio: Il Puglia Design Store è un negozio che propone un’ampia selezione di oggetti di ricerca, realizzati da designer artigiani del territorio. I prodotti, dai manufatti unici agli arredi, rappresentano il meglio della produzione regionale, unendo antiche tecniche artigianali alla progettazione contemporanea. Nato grazie al contributo di Regione Puglia e Comune di Bari, il Puglia Design Store fa parte del progetto di sviluppo del futuro Polo per l'arte e la cultura contemporanea della Città, insieme all'ex Teatro Margherita e all'ex Mercato del pesce, che verrà "consegnato" per il 2018.













Capito perché volevo andarci da tempo? Qui ci si può perdere letteralmente nei dettagli, nelle forme, nella materia, nei rimandi alla storia di questo territorio e ai suoi più antichi mestieri, tutti rinnovati e ripensati da nuove generazioni di creativi. E acquistare soprattutto! Pezzi e narrazioni di Puglia, arte per dare bellezza e racconto ai luoghi che abitate e in cui lavorate, e per ogni tipo di tasche.
Guarda QUI l'intera gallery :-)


Quando parlo di tradizioni che si ripensano grazie all'arte, penso per esempio a questo progetto, sempre inserito nello store di Spazio Murat, dedicato ai santi,"TUTTI SANTI".
 Ispirato all'immaginario religioso della cultura cattolica e ortodossa, il progetto prevede la realizzazione di illustrazioni e prodotti di design utilizzando nuovi codici estetici e linguistici. Nuovi volti e nuove rappresentazioni per i Santi, tra le prime superstar della Storia.



San Nicola qui a Bari è una storia lunga e appassionata.
Scoprire la Basilica



Iconografie contemporanee "Tutti Santi" in sala Murat e iconograafie classiche nella Basilica 



La prima traccia di San Nicola che ho trovato quindi è la sua rielaborazione più odierna e sperimentale, non mi resta che proseguire rintracciando la sua iconografia più classica, e l'ho trovata nella Basilica, che ne custodisce anche le reliquie.

Mi inoltro finalmente nel cuore di Bari vecchia, dove balconcini di panni stesi ad asciugare sono come infiniti giochi di tendaggi urbani.
La Basilica sorge maestosa e sobria, è proprio bella e quando entro mi sento, come sempre in certe situazioni, accolta e immersa in un mondo di silenzio e pace, le forme e i giochi di luce delle grandi chiese mi affascinano e mi acquietano.

Mi metto ad osservare i turisti stranieri che si fotografano con la statua di Santo Nicola.
Qui dentro, e possiamo dire qui a Bari, è lui la star! Un santo importante per la Chiesa cattolica ed ortodossa e molto venerato nel mondo; mentre mi guardo intorno tra le altezze e le forme vertiginose della chiesa, un uomo anziano con la barba lunga si inginocchia in pieno trasporto mistico davanti ai resti dell'imbarcazione che il 9 maggio del 1087 trasportò a Bari le reliquie di San Nicola di Myra.

Questa basilica merita davvero una visita approfondita, qui si possono trovare molte informazioni.

Alcuni particolari della statua di San Nicola nella Basilica



DOVE ANDARE SE HAI FAME

Dalla contemplazione alla tangenziale olfatto-papille-stomaco-ho fame! Infatti non era un pellegrinaggio ma una passeggiata di esperienze no? :-)

Ho in mente qualcosa da mangiare per strada, ma che sia memorabile. Un consiglio provvidenziale di un amico che vive a Bari, mi porta dritta a scoprire un antro delle meraviglie che voglio condividere qui per tutti gli appassionati di streetfood e di piccole grandi scoperte gastronomiche in perfetto stile #assai. Si parla tanto di streetfood in tutti i luoghi e in tutti i laghi, a me appassiona, ma spesso c'è intorno una patina di solo packaging persuasivo e poca traccia di genuinità e sostanza. Secondo il mio sentire invece un autentico streetfood è ciò che una piccola e storica impresa locale ti può offrire, con il suo eremo di gusto costruito in tanti anni di pazienza, esercizio e amore. Poca forma ma molto molto contenuto e molta storia che trasuda anche in poche parole e gesti, o in tante, se l'anima dietro al bancone è loquace e solare come il signor Gaetano, conosciuto in tutta Bari come NINO. La sua salumeriaa è li da più di 30 anni e lui sulle spalle di lavoro nel settore ne ha un'altra ventina, facciamo due conti ed ecco qui, in Via Vallisa si legge "qualità e sapori di una volta".







Dietro a un bancone veramente tradizionale, odoroso e pieno zeppo di prodotti regionali dall'aspetto magnifico, Nino compone a "sua fantasia" un paio di panini, che difficilmente dimenticherò, che ricercherò la prossima volta in città e che non sono adatti a chi ha iniziato da poco una dieta, ma perfetti per chi ama sognare sempre e comunque.
Nino lavora da quando era piccolo, e fin da bambino, mi racconta, passava da Via Vallisa e desiderava quello che sarebbe diventato con tanti sacrifici e passione il suo negozio di alimentari. Tra una fetta di provola e un pomodoro sott'olio dichiara il suo motto: "Faticare fino a che non si raggiunge quello che desideri avere".


Buonappetito! :-)


Lascio la città con un caffè, riapro lo zaino e riguardo il bottino preso dal signor Giancarlo, l'edicolante: Tre pubblicazioni molto belle a tre euro: dalla storica collana I maestri del colore: Van Eyck (1965), per Documenti d'Arte: "Goya al Prado" (1981), il romanzo "Requiem per il navigatore solitario", di Luìs Cardoso (Edizioni dell'Urogallo, 2005).








                                                              ALLA PROSSIMA!












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