#assaiBLUECARPET: Storie della buonanotte per bambine ribelli In evidenza

Categoria Racconti | Pubblicato 10-Mar-17 |




Rebel Girls: quando è il momento di
leggere ai figli maschi favole di donne "ribelli"







C'era una volta il giorno in cui è arrivato in Italia Lui.
No, non un principe azzurro su un cavallo bianco, ma un libro innovativo, necessario, che come tutti i libri necessari forse si, riuscirà come nelle favole tradizionali a risvegliare-liberare qualche principessa :-)
È sul mio "tappeto" e sul tappeto di mezzo mondo, Favole della buonanotte per bambine ribelli, edito in italia da Mondadori, intuizione e creatura di due giovani e brillanti italiane, Francesca Cavallo ed Elena Favilli, già autrici di progetti editoriali innovativi per l'infanzia e da tempo di casa a
San Francisco con il loro "Timbuktu Labs".

Chissà il loro entusiasmo quando hanno concepito nel 2016 la prima scintilla di questa idea, di trasformare vite vere di grandi donne in favole brevi dal linguaggio semplice, fluente, spiazzante, e accompagnare queste storie dalle tavole di decine e decine di illustratrici da tutto il mondo. Un libro fatto di donne, che parla di donne speciali, spesso poco conosciute o dimenticate, o di grandissime icone, ma toccate, sorvolate con una grazia e una tenerezza disarmante.

E chissà poi la gioia, giorno dopo giorno, quando la campagna di crowdfunding lanciata su Kickstarter spiazzava ogni aspettativa seppur già positiva, registrando in un mese soltanto, già un milione di dollari di donazioni per "Rebel Girls". Diventando il libro più sostenuto nella storia del crowdfunding. Una favola.


Buonanotte! Anzi, Buongiorno bambine!


Quando eravamo piccole, negli anni '80 e negli anni '70, le nonne e le zie ci raccontavano la favola di Cenerentola, mentre molte delle nostre madri erano fuori a lavorare. Nessuna delle nostre nonne ci raccontava la favola quotidiana delle nostre stesse mamme, o quella della loro stessa vita! Quanto coraggio, pazienza, forza, tenerezza può sprigionare la vita quotidiana di una donna vera. E come avrebbero potuto? Da decenni il modello in Italia è stato sempre quello, di Cenerentola e compagnia bella, le storie "fantastiche" delle donne vere, spesso altolocate o famose, attrici, modelle, dive, etc.. si leggevano semmai sotto agli occhiali da lettura, dal parrucchiere, o in cucina, tra una faccenda e l'altra, sulle riviste di moda e di gossip. Le storie di
scienziate, pensatrici, avventuriere, sportive, erano argomenti semi sconosciuti, per pochi, e non solo allora, anche oggi che le cose sono molto cambiate, certe cose sono restate.




"Facendo ricerca ci siamo accorte di quante donne straordinarie siano state dimenticate o sottovalutate. In passato e spesso anche oggi il successo femminile si spiega con la casualità o la fortuna: raramente viene narrato il talento di molte che sono state regine, scienziate, artiste, scrittrici, imprenditrici. Abbiamo cercato le loro storie e le abbiamo narrate pensando a un pubblico di bambine. " (Francesca Cavallo)


Sto sorvolando da giorni le pagine di questo libro, che ho preso appena ho potuto, perché è un oggetto bellissimo, pieno d'arte e colori e per scoprirlo insieme a mio figlio di 6 anni, perché possa avere uno stimolo, uno strumento in più, una mappa dell'immaginario ancora più ricca riguardo l'altro sesso, vivendo noi nel Sud Italia e in un contesto di provincia e, come tutto il resto del Paese, ad alto tasso di pregiudizio, ad alto tasso di maschilismo.
L'impatto è stato emozionante, lui super incuriosito e anche io, a divorare insieme una dopo l'altra le storie di queste donne fortissime, con grandi sogni e un grande senso di libertà. 

Sul libro e le autrici troverete molti articoli su tutte le testate giornalistiche più importanti. Qui sul mio tappeto di #assaiBLUCARPET, trovate qualche pensiero da parte di Paola Rollo, una delle sessanta illustratrici coinvolte nel progetto e da Ilaria Florio, presidente di Casa delle donne Lecce, punto di riferimento del movimento delle donne e di gruppi femministi del capoluogo salentino.

Questo progetto è a mio avviso molte cose: un libro di "favole" che diventerà un classico contemporaneo, un manifesto contro ogni pregiudizio, una favola esistenziale e professionale di due brillanti donne. Insomma il libro giusto al momento giusto, soprattutto in Italia.


 


Eufrosina Cruz, attivista politica: "Ovunque vado, dice, porto un giglio con me, per ricordare alla gente che le donne indigene sono così: naturali, bellissime e resistenti."



Claudia Ruggerini, partigiana



Isabelle Allende, particolare della tavola firmata da Paola Rollo, p.77






ISABEL ALLENDE, scrittrice
"Ogni volta che qualcuno le diceva che non poteva fare una cosa perchè era ragazza, il suo cuore si infiammava di indignazione" 


Paola, come è nata questa collaborazione?


Ho ricevuto un’email di Elena Favilli, cofondatrice, insieme alla pugliese Francesca Cavallo, di Timbuktu, un progetto editoriale al quale ho sempre guardato con grande interesse pur non conoscendo personalmente le ragazze. Elena mi ha illustrato il progetto di “Good night stories…” che mi è da subito piaciuto molto: 100 storie di donne illustrate da donne provenienti da tutto il mondo. Ci siamo accordate sui dettagli e mi ha proposto di ritrarre Isabel Allende. A dire il vero all’inizio non mi ha entusiasmato come commissione, non perché non ne riconoscessi il valore, ma perché per un motivo o per l’altro non è mai stata una scrittrice a cui mi sia appassionata. Avevo letto solo “La casa degli spiriti” l’ultimo anno di liceo poi niente più. Però poi ho fatto un po’ di ricerche, riletto qualcosa, confrontato immagini e fotografie, e ho capito presto che la figura dell’Allende offriva un’enorme quantità di suggestioni, la cui estetica poteva facilmente accordarsi col mio stile, con la mia ricerca; ritrarla è stato dunque appassionante e gioioso. Dopo pochi giorni dalla consegna della mia tavola, mi hanno commissionato un altro ritratto, ed è stata una bella conferma del fatto che il lavoro fosse in linea con il progetto editoriale. Ho ritratto Eufrosina Cruz Mendoza, un’attivista messicana, e quindi ancora America Latina e colori tanto più accesi.


Cosa ti è piaciuto di più facendo questo lavoro?


Mi è piaciuto far parte di un progetto che racconta le donne con parole e immagini semplici alle bambine sì ma anche ai bambini, ai bambini si, ma anche agli adulti. Un progetto messo su da due donne capaci e sostenuto dal lavoro delle illustratrici coinvolte, decine di altre donne. Mi è piaciuto poter regalare la prima copia che ho avuto fra le mani a mio nipote cinquenne e leggere le prime storie con lui, prima di andare a letto, durante le vacanze di natale. E mi è piaciuto disegnare, semplicemente, con la cura, la calma, la ricerca di cui questa attività necessita, e di cui gode a volte, con la giusta fortuna. 



Quando ho ricevuto la mia copia del libro ho indugiato un po’ sulla copertina, sui risguardi, l’indice... poi ho cercato le mie illustrazioni, ovviamente. Dovevo assolutamente assicurarmi che la stampa avesse reso al meglio i colori che avevo scelto e che tutto “funzionasse”. Poi subito dopo, sfogliandolo, mi sono fermata a pagina 113, dove c’è Margherita Hack, una figura che mi ha sempre incuriosito, non solo per l’enorme fascino (e proporzionale mia ignoranza) della materia di cui era padrona: l’astrofisica. Ma anche ma per un concorso di caratteristiche somatiche ed espressive che, mi è sempre sembrato semplificasse tutta quell’enormità intellettuale e morale. Una fisicità che ci restituiva in maniera normale, eppure imprevista e bellissima tutta la sua statura alla quale ci si sentiva in qualche modo, inspiegabilmente, affratellati. Mi sarebbe piaciuto ritrarla ma il ritratto della Hack che compare in “Goodnight stories…” è dell’italiana Cristina Spanò, che a mio avviso ha tradotto questa mia impressione, con stile, semplicità e intelligenza.  






ILARIA FLORIO, presidente Casa delle Donne Lecce


Ilaria, quale situazione hai toccato con mano nel tuo territorio riguardo a identità di genere e diritti civili in questi anni?

Complessa. Certo i tempi stanno cambiando, ma spesso rimangono sempre quelle di una volta. Perchè? Si fa ancora molta fatica a trovare nei libri di testo per bambini e bambine una rappresentazione dei generi che vada oltre i classici stereotipi.

Così, in molta letteratura per l’infanzia, come anche nelle pubblicità di giocattoli, capita spesso di vedere la figura femminile rappresentata in modo convenzionale. All’interno di una casa, ad occuparsi di attività di cura, sempre docile e disponibile, l’esatto contrario di quella maschile, sempre rappresentata in luoghi e situazioni avventurose, dove tra le caratteristiche principali ci sono coraggio, intraprendenza e forza.

Ed allora non stupisce se quando vai in una scuola materna o elementare di Lecce e provincia, ti capita di sentire dalle bambine che i maschietti sono più bravi e coraggiosi, mentre le femminucce sono meno abili e deboli. Credo che "The Rebel Girls" sia uno degli strumenti migliori, perché ribalta la prospettiva, offre un nuovo immaginario, più vicino alla realtà dei nostri giorni, stimola sogni e ambizioni, a prescindere dal proprio sesso. Un grande passo avanti per costruire relazioni nuove tra i generi e persone libere di vivere ed esprimere le proprie identità, fuori da schemi e ruoli precostituiti. 








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