Abbracciare l'autunno con 3 incanti tessili Made in Italy In evidenza

Categoria Racconti | Pubblicato 06-Set-17 |

I LOVE YOUR BRAND ITALY
incanti tessili italialiani

a cura di e con
Gioia Perrone / Foto di Ilenia Tesoro


 

 

Come iniziare a raccontare di percorsi creativi, artigianali, di qualità, nel mondo del tessile, un mondo così importante e vivo in Italia, ma anche così delicato, difficile, ricchissimo di sfaccettature? Iniziando per esempio da un progetto fresco e semplice che ho chiamato #iloveyourbrandITALY e che sui canali social, in queste settimane, ha aperto finestre su più nomi, storie, percorsi, produzioni, con la collaborazione e l'entusiasmo di tutti i suoi protagonisti, artisti, fashion designer, artigiani, creatori di “incanti tessili”. 

Questo seconda parte si è fatta attendere è vero, ma sono molto felice di presentarvi questa ulteriore triade di nomi che ci accompagneranno per tutto l'autunno e preannunciano il proseguio di questo piccolo progetto in crescita con l'apertura di una nuova call (ad ottobre!).

Anche questa volta Ilenia Tesoro ha avuto tanta tanta pazienza con me, che non sono una modella, che esattamente
come in riva al mare  mi sono lanciata in risate scomposte e movimenti improbabili, ma va bene così, Ilenia ha un occhio magico e ci siamo immerse fiduciose e divertite in una delle masserie più affascinanti del Salento, Masseria Provenzani. Bella e piena di angoli naturali e incantati sia d'estate che in inverno.

Questa masseria è un luogo speciale e molto antico nel nord Salento, a due passi dallo splendido sito archeologico dell'Abbazia romanica di Santa Maria di Cerrate del XI secolo
(Vi ricord
ate l'abbazia salentina dove Madonna si fece immortalare sdraiata e in contemplazione degli affreschi? Ecco.)


L
a triade che completa questa edizione è composta dalla giovane stilista Miriam Gardoni, operante tra Parma, la sua città di origine, e Milano; Fernando Pezzuto con Dafdesign,  un maestro salentino
dell' accessorio borsa artigianale;
Alessandra Ruho "art.otahi", dalla terra garganica con i suoi bijoux .

 

 

 MIRIAM GARDONI 

 

 

 

 

 

 


Quando ho scartato il pacco di Miriam devo dire che mi sono sentita davvero come una bambina. Come in altre occasioni che questo progetto mi ha regalato, ho sentito il privilegio di avere in dono qualcosa di estremamente prezioso, non solo per i materiali, i tessuti, le tecniche utilizzate, ma anche e soprattutto per il percorso umano e professionale che quell'oggetto confezionato artigianalmente contieneva, quel miscuglio di passione, storie personali, tradizioni e gesti privati che raccontano arti che hanno reso l'Italia celebre nel mondo. L'abito di Miriam è proprio come un'opera pittorica che si indossa . Si intitola Giano Bifronte, ed è stampato a partire da un quadro ad inchiostro di suo nonno, pittore espressionista, Vincenzo Gardoni.


Non posso dire di avere sempre pensato alla moda, però sono sempre stata una grande osservatrice e questo mi ha portato alla scelta della mia professione. Ho iniziato ad interessarmi al mondo della moda alla fine del liceo; molte mie amiche curavano molto l’aspetto e ad ogni festa indossavano un abito nuovo, così, invece di imitarle mi sono detta: perchè non provare a farne uno da sola? Sembrava impossibile perché non avevo mai usato una macchina da cucire, ma desiderio e determinazione erano tali da farmi realizzare il mio primo abitino molto imperfetto, ma molto gratificante. Da allora non mi sono più fermata, la moda mi era entrata prima in testa e poi nel cuore. Subito dopo la laurea in Architettura ho inziato un corso mi modellistica industriale presso l’Istituto Secoli di Milano raggiunendo il livello di professionalità che, esssendo un’autodidatta, mi mancava. Terminati i corsi sono arrivate le esperienze a Londra e Milano. Oggi lavoro per me stessa e per lanciare il marchio che porta il mio nome.
Del mio lavoro amo la progettualità; l’idea che ogni capo debba essere realizzato per parti e pertanto curato in ogni dettaglio. Per questo motivo progetto personalmente tutti i miei abiti seguendo tutte le fasi di realizzazione; dallo schizzo al cartamodello, dalla stampa del tessuto al ricamo, fino alla confezione. Realizzo personalmente anche le stampe per i tessuti dei miei abiti rielaborando i quadri ad inchiostro di mio nonno pittore. A partitre dalle forme e dai colori che ottengo creo il cartamodello ed i ricami di ogni abito.

Tra i progetti recenti ho esposto alcuni dei miei abiti in una mostra d’arte che presso il Castello di Vigoleno (PC), ho partecipato al festival Parma360 inserendo mie creazioni nelle vetrine dei negozi Antica Cappelleria Vender e Coccinelle in Piazza della Steccata a Parma, e ho seguito di recente un progetto di volontariato con la cooperativa Marakanda Oper Group (Borgonuovo-BO) insieme alla quale ho prodotto gonne utilizzando i tessuti di “riuso” e le stampe serigrafiche con i disegni dei ragazzi disabili . Che tipo di donna mi piacerebbe vestire? Chiunque abbia coraggio e personalità per indossare un’opera d’arte.


Credo che di Miriam sentiremo molto parlare, intanto da oggi saprò a chi rivolgermi per l'abito di un'occasione speciale!




FERNANDO PEZZUTO  E  DAFDESIGN 





Qu
ando sono arrivata per la prima volta nel grande laboratorio di Fernando Pezzuto, uno stabile immerso nelle campagne leccesi, un ex-tabacchificio zeppo di stoffe, colori e borse di ogni specie, tra grano, ulivi e fichi d'india, è stata un'emozione davvero forte, la soglia di un mondo colmo di sfumature e storie, forme raffinatissime, ma un luogo umano, pieno di quotidiano lavoro. Il grande tavolo del taglio, le mani esperte delle sarte al lavoro, l'entusiasmo di Fernando che davanti ad un caffè mi ha raccontato della sua famiglia, dei mercati, della figura di suo padre, delle sue scelte e l'emozione e la fatica di portarle avanti, delle esperienze milanesi e del suo primo piccolo negozio 
quasi vent'anni fa...


Non potevo non tornare e non raccontare di questo visionario inventore di borse, così intuitivo e sensibile che credo si ispiri più a tutto ciò che si può portare dentro una borsa, metaforicamente, il bagaglio di radici, legami atavici e ricordi famigliari, che a tutto il resto che è pure tanto.
Da tempo in Puglia si sente parlare di dafdesign, perché Fernando Pezzuto, dagli anni 90', ha saputo immettere tutta la sua carica creativa ed espressiva in produzioni e capsule totalmente artigianali, innovative, con una ossessiva attenzione alla ricerca di tessuti, con un amore incondizionato per il vintage e le stoffe introvabili. e un mondo ispirato fortemente al suo territorio di provenienza, il Salento, la Puglia, come tutta l'area mediterranea e agli elementi più intimi delle sue tradizioni e delle sue forme. La vita semplice, onirica, intuitiva, piena di intrecci umani, ma anche fatta di lavoro duro fin dalla prima giovinezza, ha inciso
ineluttabilmente sul suo approccio con il mondo e con la creatività.

"La prima borsa nasce nel '99: <Feci uno schizzo su carta quasi per gioco, poi tagliai un vecchio tessuto pakistano che avevo a casa, ci aggiunsi la cerniera a fiori di una gonna di mia madre; come tracolla utilizzai un accessorio della macchina da cucire Singer, ci aggiunsi due-tre spille di mia sorella e via. La conservo ancora. È il prototipo, l'inizio di ogni cosa.E anche a distanza di tempo, devo ammettere che è attualissima". 
Da quella borsa sono passati sedici anni, mille altri schizzi e altrettante borse, una miriade di tessuti, e una quantità di estimatrici e contatti grazie ai quali le borse Dafdesign oggi sono apprezzate in tutta Europa."


Questa estate Fernando ha impreziosito i modelli classici (in foto) con fodere che riprendono i disegni delle magnifiche luminrie delle feste patronali, creato micro-linee eccentriche e meticce con inserti di pietre, frange e antichi tappeti, e ancora innestato fantasie su modelli classici che riprendono la tradizione delle maioliche dei palazzi del Sud. Presto in tutta Italia l'attesa collezione autunno-inverno, un tuffo nei velluti e le passamanerie, che verrà presentata il prossimo 15 settembre a Milano per l'ottava edizione dell'HOMI,
Assai Magazine seguirà l'evento su fb e instagram, quindi rimanete sul pezzo :-)







ALESSANDRA RUO  E ART.OTAHI   




Ho selezionato i lavori di Alessandra dopo un bel po' che la seguivo su instagram.
I post con il r
acconto dei suoi lavori mi parlavano subito di un percorso personale serio ed intenso, fatto di forte legame con la terra e grandi spazi di interessi, aperture su altri mondi ed immaginari.


"Nasco in una cittadina di nome Vieste, sul Gargano, nel cuore del borgo medievale. Il mio negozio è situato in via duomo, davanti alla basilica romanica di Santa Maria Assunta (che privilegio!). Vieste è una penisola e tutta la mia esistenza ha avuto a che fare con il mare. In un primo momento può sembrare un limite, poi, diventa la strada sulla quale immettersi e dove cominciare ad esplorare.
La mia relazione con questo territorio è di tipo simbiotico, un legame molto radicato che è fonte di ispirazione continua. Chissà come o cosa sarei stata se non fossi nata qui ..!"


Ed ecco un
a cascata di colori cristallizzati nelle pietre, piccole sorprese spiaggiate e lavorate dal sale e dal suo mare, le acque smeraldine delle Isole Tremiti, i colori dei tramonti infuocati tra i trabucchi, gli amuleti tintinnanti e apotropaici del Gargano e oltre tutto questo la grande tensione e ricerca verso Africa e India come  anche la storia dell'arte.



"La mia passione per l'arte e la bellezza, dopo aver terminato gli studi presso l'Accademia di Belle Arti, mi hanno spinta verso nuove direzioni. Inizia un percorso di sperimentazione e ricerca.
Tecniche dell'affresco, tessitura su antichi telai garganici, calcografia, acquerello, collage e fotografia.
Un viaggio, zaino in spalla, mercati ed un libro, dono arrivato da amici, e mi si apre un mondo.

La libertà, il cambiamento, la sperimentazione. 
Comincia la mia avventura di designer nel mondo delle pietre dure, dell'argento, dei legni e delle stoffe e passamanerie di ogni tipo, che trasformo in eccentrici amuleti apotropaici, orecchini, bracciali, collane e cinture. Ispirazioni: Gargano, Africa, Oriente....la vita. Tutto è cominciato sedici anni fa quando investii tutte le mie energie ed il mio denaro in passioni che sono presto diventate la fonte della mia indipendenza economica. Se mi chiedi dei miei prossimi progetti ti dico che non ho progetti per il futuro....vivo la mia quotidianità con passione e dedizione sorprendendomi ed osservando la vita. Il futuro è già domani."


  









GUARDA IL VIDEO  :-) 




Assai Magazine cura il racconto sul web di piccole e medie imprese italiane pensate e portate avanti con cura e qualità, le storie di coloro che nell'accoglienza, nel turismo, nell'artigianato, nell'arte, nella cultura, portano avanti un esercizio di bellezza e qualità che non è mai facile, perché comporta costante ricerca, impegno, sacrificio. 

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Grazie a Tony ed al suo team, parrucchieri da vent'anni, uniscono l'attività del salone alla formazione. Mi hanno accolta con entusiasmo lungo questo percorso prendedndosi cura dei miei capelli prima degli scatti di Ilenia :-) Il loro spazio-casa nel Salento si chiama Celebrità Ha ccademy, seguiteli


Informazioni aggiuntive

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