Cosa indossare per unire bellezza, etica e qualità: il progetto ILYBI lo racconta In evidenza

Categoria Racconti | Pubblicato 02-Lug-18 |



a cura di Gioia Perrone 
foto Ilenia Tesoro



Finalmente si bada sempre di più alla scelta di capi e accessori che abbiano carattere, che ci facciano uscire dalla massa, che ci regalino piacere e consapevolezza, e che durino! (La durata di un capo nel tempo, che argomento fuori moda, vero?) Che sia artigianale o vintage, ci stiamo abituando sempre più alla cura del particolare, al messaggio che il capo porta con sé, insomma, alla qualità, ad un modo di concepire produzione e acquisto che recupera aspetti positivi dal passato.

Intendiamoci, siamo agli albori, e moltissime sono le contraddizioni in gioco, ma l'entusiasmo e la forza di stilisti, designer, artigiani che in questi due anni ho conosciuto, mi parlano di un bisogno di bellezza e cura molto molto forte e che crede in questo cambiamento.

Per il secondo anno #ILYBI ( I love your brand Italy ) dà voce a chi questi incanti tessili li crea - fieramente in modalità slow, curando tutti gli aspetti della produzione, puntando sull'unicità - ed offre ad una nicchia attenta che cresce sempre di più, la possibilità di conoscerli, incontrare il capo giusto per ogni occasione, emozionarsi per avere indosso qualcosa di unico, poter curiosare nelle storie dei processi innovativi utilizzati e sulle vite di questi creativi, che per l'occasione si mettono un po' a nudo, facendo emergere quindi non solo un brand, ma anche il lato confidenziale e umano di un percorso creativo.


Puglia, Marche, Toscana
, è da qui che provengono i nomi che vi presento quest'anno. L'Italia è ancora una terra ricca di talenti ed estremo senso estetico, nonostante i tempi bui.




Labocosta
il progetto famigliare di Tonia Schiavone
Pensiero, tradizione e classe


< Fin da piccola, ho visto mia madre realizzare accessori da indossare, fatti con le mani. Per me è un’esigenza da eccesso di fantasia, esuberanza e voglia di creare. Custodire questo desiderio per tanti anni, quasi come in un baule segreto, oggi mi risulta faticoso. Perciò ho deciso di girare la chiave e aprire lo scrigno.>



Tonia parla piano, i pensieri li esprime dispiegando con precisione e sentimento ogni concetto, come quando da un baule tiriamo fuori, per mostrarlo a qualcuno di speciale, un tessuto prezioso che era stato piegato con cura e amore.
Il suo è un mondo autentico e profondo, dove ogni azione proviene dal vissuto, dall'infanzia, da una famiglia in cui tutto ruota intorno al saper fare e al farlo con le proprie mani. Dall'amore per i tessuti di sua madre, alla zia abile ricamatrice, al padre, un maestro del legno nella cui falegnameria Tonia trascorre tutta l'infanzia.

Tessuti, legno, dedizione, umiltà. Dalla famiglia e dalla terra del suo Salento ha preso ogni slancio, ogni vitalità creativa, riuscendo a formulare con l'eemento del tessuto, le sue domande sul mondo e la realtà, esprimere un sentimento personale e famigliare che è intriso di cura e gesti antichi, narrare un mondo che non è perduto, ma di certo meno conoscuto e un po' segreto, come certi percorsi tra vecchie masserie e casali salentini, immersi nelle piante di menta, di ortica, di salvia, dove fiori selvatici e liberi dondolano all'ombra di un ulivo.


Tonia colleziona e ricerca da sempre tessuti pregiati e unici, ne immagina abbinamenti e sperimenta incontri materici, trasferendo su fibre e toni di colore un sentimento ed una ricerca intensi, per dare vita a creazioni dove il dettaglio e l'unicità sono il centro da cui si irradiano le linee di borse, le stole, i tessuti per la casa.
Il tessuto per Labocosta è un medium intimo che serve a qualcosa di importante, non sfoggia e non luccica, ma sa custodire e nello stesso tempo esaltare la propria specifica bellezza, coccolare il proprio demone.








Per #ILYBI mi sono concentrata sui Fisciù, lunghe e avvolgenti stole di lino, cotone, sete rare,
rivisitazione contemporanea dell’elegante drappeggio o scialle usato in passato dalle donne, per coprire le spalle e il petto.
Stole avvolgenti, colorate, eleganti. Di una femminilità classica, consapevole, sobria.
< Una meteorologia capricciosa in cui gli azzurri cangianti di una stagione d’acqua, aprono la via agli amaranti e ai vinaccia che profumano di mosto, poi scompaiono con i gialli e ritornano, secondo un ciclo che ha, come sola ragione, l’assenza del tempo.>

Labocosta restituisce, nel brusio in cui siamo immersi, una linea di collegamento con un mondo di armonia e di naturale eleganza, dove semplicità e rarità formano tutto il fascino e l'essenza che serve ad attraversare il quotidiano come lo straordinario.


<Più che il concetto di moda per me è statosempre essenziale il concetto di gusto.
E per me il gusto è saper scegliere,
essere liberi e sinceri con se stessi.
Sentire su di te la tua moda.
>






 


Apolline, le creazioni a maglia di Veronica Martini


< Ciò che mi rende felice: aver capito cosa voglio fare nella vita ed essere decisa a farlo. >

 

 

Sembrerebbe un'affermazione semplice, ma non è per niente scontata, anzi è un nodo centrale per incubare passione, impegno e talento e incanalarlo in qualcosa che arrivi all'esterno e che crei un mondo di forme e valori, come quello di Apolline. Siamo in Toscana, a Pistoia, Veronica qui vive e crea. Lei il knitting, ovvero l'antica arte di lavorare a maglia, la ama e pratica fin da piccola, in un ambiente semplice e a contatto con la natura. <Ho ancora vivo il ricordo di giornate caldissime in cui mio nonno mi portava con il trattore a rimorchiare presse di fieno, di vendemmie e merende a pane burro e zucchero. Un’infanzia spensierata, luminosa e piena d’amore. Forse per questo sono molto legata alla mia terra. >

Le creazioni di Veronica parlano di donne romantiche, ma consapevoli e determinate, che non vogliono più essere parte di un sistema in cui ogni prodotto sempre meno porta in dote a chi acquista il suo bagaglio di storia e di senso; la bellezza di Apolline è proprio quel senso e quei sogni che le mani di Veronica imbastiscono, i disegni unici e i filati di grande qualità che ricerca e seleziona sia per le sue capsule, sia per i progetti commissionati. Perché Apolline è anche questo, se hai un'idea in testa, Veronica c'è ed il processo di creazione avviene unendo maestria artigiana e visioni ogni volta nuove. Ecco ancora le sue parole, sul suo fare e il suo mondo:

<Se non fossi una knitter, vorrei fare la sarta per l’alta moda: 2000 ore di lavoro per ricamare perline su un tubino di seta. Quella è la moda che mi piace. A 13 anni ho comprato il mio primo Vogue Italia. Sono sempre stata attratta e affascinata dal genio creativo di alcuni stilisti e girare per negozi e mercatini in cerca di idee ed ispirazione era il mio passatempo. La mia famiglia non era ricca né incline ad assecondare i capricci di un’adolescente, quindi per godere e sentirmi parte di quella bellezza ho iniziato a lavorare a maglia. Un mezzo con il quale ho preso velocemente confidenza, apprendendo da mia mamma i primi insegnamenti, e poi crescendo in autonomia nella tecnica e nello stile.

I miei primi capi, che ancora conservo, erano maglioni oversize, destrutturati e con rifiniture vive; caratteristiche che ricorrono anche nei modelli più recenti perché fanno parte del mio immaginario, della mia storia, del mio stile.
La differenza è che adesso ne sono consapevole e quello che faccio lo so fare bene.
Con il tempo e dopo mille sperimentazioni ho capito, cercando di darmi un’identità come designer, che la semplicità è fondamentale per apprezzare il valore di un capo fatto a mano: ciò che fa la differenza sono la qualità del filato e la competenza di chi lavora. Perché l’assunto di base di ogni mestiere è questo: saper fare.
Da qui in poi, è tutto divertimento. Allora studio, osservo, mi confronto, guardo quello che fanno gli altri, con rispetto ma anche con un po’ di sana competizione. I miei competitors sono aziende partite da dove sono io adesso e questo mi incoraggia, visti i loro risultati.>



 

 

 

 

Come ho raccontato sui canali social di #assaimagazine in queste settimane, le storie di #ILYBI sono quelle di passione, bellezza e audacia di piccoli brand di tessile e accessori di alta qualità che investono su artigianalità, processi di produzione più lenti e curati, attenzione a sostenibilità ambientale e selezione di materie prime. Piccole realtà in grado di creare con consapevolezza e arte capsule dalla qualità impeccabile e stile unico.

Nel prossimo editoriale vi racconto la storia marchigiana di magnifiche borse uscite fuori dalla carta di quotidiani e riviste, (praticamente già feticci per chi per lavoro, legge, scrive e utilizza parole!), la forza e lo stile di una giovane fashiondesigner salentina che sta iniziando a viaggiare in altissime sfere e intride le sue capsule di ricerca interiore, e la bellezza aerea e delicatissima di giacche ed abiti che sanno d'Oriente e profonda pace interiore.



Che cos'è #ILYBI?

È un progetto speciale di #Assaimagazine dedicato ai piccoli brand di alta qualità tessile, abbigliamento e accessori made in Italy, in tutto il territorio nazionale. Il progetto vuole creare e sviluppare una rete virtuosa e vivace di eccellenze della sartoria, del design, dell'artigianato, che si distinguano per creatività, innovazione, cura dei dettagli: qualità italiana.

Lo racconto anche qui > https://www.linkedin.com/pulse/ilybi-ii-edizione-gioia-perrone/
E su Instagramhttps://www.instagram.com/explore/tags/ilybi/ 
Ecco le storie della scorsa edizione https://bit.ly/2wDoTpo > https://bit.ly/2rsvFA0 

 

Se questo progetto e queste creazioni vi hanno lasciato addosso qualcosa di bello, un'ispirazione, un consiglio utile sul vostro prossimo acquisto, un grammo di grinta in più  e curiosità nel caso foste anche voi  autori, creatori di incanti tessili, beh per me sarebbe bello saperlo, e potete farmelo sapere condividendo questo editoriale oppure scrivendomi a direzioneassai@gmail.com 

 

Io sono quella che indica in alto, io sono ASSAI

 

Informazioni aggiuntive

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